Otoplastica: di che si tratta e come si interviene

In pochi sono a conoscenza del fatto che esiste un intervento in chirurgia estetica pensato proprio per eliminare i difetti estetici delle orecchie. Prende il nome di otoplastica e il chirurgo plastico Roma la utilizza molto più volte di quanto si possa pensare.

Vediamo dunque quali sono i due principali difetti estetici che colpiscono l’orecchio e come si interviene per ridurli. Attenzione: questi interventi servono per i problemi estetici e non per quelli legati all’udito per cui bisogna rivolgersi a un otorino. Infatti, la chirurgia estetica dell’orecchio non ha nulla a che fare con il senso dell’udito e perciò è perfettamente sicura e non modifica la capacità di sentire.

Le orecchie a sventola e sporgenti: cosa fare

L’otoplastica è l’intervento pensato per ridurre il problema delle orecchie a sventola. Si tratta di una condizione molto comune nella quale il padiglione auricolare sporge eccessivamente. È un problema unicamente di natura estetica poiché per l’udito non cambia nulla. Per raddrizzare le orecchie a sventola, il chirurgo plastico Roma lavora sempre dietro al padiglione in modo che i segni dell’intervento siano ben celati. Il padiglione viene tirato dalla base verso l’interno così da non sporgere più. Il chirurgo plastico Roma opera anche i bambini superiori a 10 anni con questa tecnica che viene annoverata tra quelle meno invasive quindi ha minori

La macrotia: orecchie oppure orecchio fuori misura

Una patologia molto particolare che colpisce le orecchie si chiama macrotia. Si tratta di un avere padiglioni auricolari eccessivamente grandi e sproprianti rispetto alla grandezza della testa. La macrotia può colpire anche un solo orecchio. In questo caso, il chirurgo plastico Roma utilizza un’altra tecnica operativa, molo più invasiva. In abse alla grandezza dell’orecchio, può esser necessario tagliare la cartilagine fino a ridurlo a una dimensioni più normale. Dopo l’intervento, il pazienze finalmente può mostrarsi senza alcuna vergogna e ritrovare la fiducia in sé stesso dato che quella precedente è una condizione piuttosto particolare e bizzarra.