Ormai è entrato in vigore e diventa legge il nuovo PNRR che prevede tante misure, tra cui il contrasto all’evasione fiscale tramite il nuovo piano cashless, come richiesto dai vertici dell’UE. Per poter girare senza contanti è diventato obbligatorio per tutti i commercianti, comprese partite iva e liberi professionisti, avere registratori di cassa Roma con Pos. D’ora in poi nessun esercente potrà mai più rifiutare un pagamento elettronico, a prescindere dall’importo, come spiegato di seguito nel dettaglio.

Rifiutare un pagamento con Pos

Tanto per iniziare, con la nuova legislazione nessun esercente, grande o piccolo che sia, può rifiutare di eseguire un pagamento con Pos. Tutti devono avere registratori di cassa Roma che permettono i pagamenti elettronici, compresi i liberi professionisti e le partite iva. Vale a dire che anche l’idraulico o il caldaista che intervengono a domicilio devono avere con sé il Pos per permettere i pagamenti con carta di credito, bancomat, smartphone, etc.

Si tratta di una misura che ha lo scopo di ridurre l’suo del contante, evitando l’evasione fiscale, cioè i pagamenti in nero che si Possono fare solo ed esclusivamente in contanti senza rilasciare lo scontrino. Invece i registratori di cassa Roma sono oggi collegati al Pos perciò ad ogni pagamento con il Pos corrisponde uno scontrino fiscale, rendendo impossibile evadere le tasse.

Impedire il pagamento di piccoli importi

Succedeva spesso che gli esercenti si rifiutasse di eseguire pagamenti per piccoli importi per i motivi più disparati. Oggi non è più Possibile rifiutarsi anche per importi minimi, sotto all’euro addirittura. Infatti, la normativa entrata in vigore rende possibile con Pos anche i cosiddetti micropagamenti.

Se il commercainte dovesse rifiutarsi, il cittadino può avvertire e avvisare le forze dell’ordine, cioè la guardia di finanza, che interviene sanzionando l’esercizio che deve pagare una multa minima di 30 euro a cui aggiungere il 4% dell’importo che è stato rifiutato. Questa soluzione funziona da deterrente, ovvero vuole impedire i comportamenti scorretti minacciando una multa di 30 euro incrementato del 4% della transazione rifiutata.

Di Grey