Ricerche sulle tipologie di sirtuine

Nell’ultimo decennio si sono rilevati importanti progressi nel campo della ricerca in relazione ad un tema molto sentito e sempre attuale, la prevenzione e il rallentamento dell’invecchiamento dell’organismo umano. A tal proposito, gli studi hanno portato alla luce geni e strutture metaboliche innovative, che hanno assunto la denominazione di sirtuine. Esse sono particolari categorie di proteine che incoraggiano e incrementano i processi di longevità, combattendo l’invecchiamento. Infatti, le sirtuine fanno parte di questa specifica classe di proteine, in grado di mettere in moto un’attività enzimatica, tale da regolare i percorsi metabolici dell’organismo umano. Queste particolari proteine prendono il nome dal gene del lievito, che fornisce il suo contributo nella regolazione dello sviluppo cellulare.

Gli studi sulle sirtuine hanno visto la luce per la prima volta nel 1991, grazie alle ricerche portate avanti da Leonard Guarente del Massachusetts Institute of Technology (MIT), uno dei più noti e prestigiosi centri di ricerca nel mondo che ha già studiato diversi rimedi naturali contro l’influenza. Le ricerche hanno avuto inizio partendo dall’idea che i mammiferi presentano sette tipologie di sirtuine (SIRT1-7), presenti in diverse parti della cellula:  nel nucleo  si trovano le SIRT1, 2, 6 e 7; nel citoplasma si rintracciano le SIRT 1 e 2, mentre nei mitocondri le SIRT3, 4 e 5. I vari studi hanno rilevato come queste proteine possano prolungare il ciclo vitale nei mammiferi, oltre che svolgere un ruolo fondamentale nei processi contro l’invecchiamento. Gli effetti risultano essere simili a quelli ottenuti seguendo una dieta a basso contenuto calorico. Infatti, molte ricerche in campo medico hanno evidenziato come le sirtuine svolgano una funzione fondamentale nel regolare l’invecchiamento dell’organismo umano. Per ottenere un allungamento del ciclo vitale, limitare la maggior parte delle patologie legate all’età ed attivare al meglio l’integratore Sirt500 sarà necessario mettere in atto una dieta con un’importante restrizione calorica (CR), difficile però da seguire per un lungo periodo di tempo. Tuttavia, alcuni composti che mettono in circolo le sirtuine, denominati STACS, possono favorire la sopravvivenza delle cellule umane e prolungare la loro durata replicativa, ottenendo gli stessi risultati che si otterrebbero con una dieta caratterizzata da una restrizione calorica costante. Infatti, seppur queste molecole non entrino in contatto diretto con gli enzimi metabolici, esse stimolano l’attività dei geni-regolatori della longevità. Tra questi composti, i polifenoli rappresentano gli antiossidanti più rilevanti e presenti negli alimenti. Gli STACS, dunque i composti che attivano le sirtuine, che comprendono butein, piceatannolo, fisetin, quercetina, resveratrolo e molti altri, svolgono importanti funzioni nel prevenire malattie cardiovascolari, infiammatorie, tumori, malattie aterosclerotiche e malattie neuro-degenerative, oltre che essere proteine che limitano i mutamenti genetici. Per ottenere gli effetti sperati ed attivare gli effetti anti – age, sarà utile usare un mix di sostanze, in grado di mettere in moto il Sirt500. Inoltre, esistono alcuni alimenti che contengono naturalmente i composti che attivano le sirtuine, gli STACS dunque; tuttavia, bisogna assicurare una quantità rilevante di questi cibi per attivare i giusti effetti e prevenire l’invecchiamento. Questi alimenti STACS e che hanno la funzione di attivare le sirtuine favoriscono anche il calo ponderale. Tra gli alimenti attivatori è possibile annoverare: vino rosso, cavolfiori, agrumi, tè verde, asparagi, curcuma, mirtilli, fragole, prezzemolo, capperi, mele e cioccolato fondente, a cui aggiungere anche olio d’oliva e cumino. Gli studi effettuati hanno sottolineato come un’alimentazione ricca di cibi in grado di attivare le sirtuine risulti funzionale a tutti gli individui adulti; inoltre, tutte le persone di età superiore a 45 – 50 anni con una forte predisposizione all’ipertensione, all’ipercolesterolemia, all’iperglicemia i cui valori di emoglobina glicata siano pari o superiori al 6% o a rischio di malattie neuro-degenerative dovrebbero arricchire, a scopo preventivo, la loro dieta con l’assunzione regolare di integratori contenenti resveratrolo e polifenoli in modo adeguato e bilanciato. Per ottenere risultati realmente efficaci, l’assunzione dei cibi dovrebbe iniziare precocemente e rimanere costante nel tempo, perché  gli effetti del resveratrolo e dei polifenoli si comportano in modo simile ad una dieta basata su un’importante restrizione calorica, con il rischio di attenuarsi con l’aumentare dell’età e svanire all’interruzione del trattamento.